È destinato a rimanere acefalo ancora per qualche mese il Tribunale di Napoli. La nomina del nuovo presidente del Palazzo di giustizia più grande d’Italia arriverà non prima della parentesi estiva. Al momento non c’è una data in commissione del Csm, si attende la definizione del presidente di Corte di Appello di Bari, poi ci sarà la valutazione delle richieste avanzate per gli uffici di piazza Cenni. Strano caso, quello del Tribunale di Napoli, finito alcune settimane fa addirittura al centro del dibattito politico giudiziario nella concitata fase elettorale in vista del referendum sulla riforma Nordio.
I fatti
Proviamo a capirci qualcosa: lo scorso luglio, ha lasciato l’incarico di presidente il magistrato Elisabetta Garzo, che aveva avuto il merito di coordinare l’ufficio negli anni del covid, prima di lasciare la guida del Palazzo di giustizia al suo vicario designato. Per alcuni mesi, la gestione del Tribunale è toccata al giudice civile Gian Piero Scoppa, che ha lasciato però l’incarico all’inizio di marzo. Da allora, solo una girandola di facenti funzione, una sorta di staffetta ai piani alti della Torre A: dopo Scoppa (per il quale erano scaduti gli otto anni come presidente di sezione) è toccato al giudice Giovanni Tedesco, che per una ventina di giorni ha rappresentato il vertice dell’ufficio. Non è finita. Per qualche giorno, l’incarico è finito ad appannaggio del giudice Isabella Iaselli, per poi passare a Elisa De Tollis, a cui spetterà l’onere e l’onore di condurre la gestione del Tribunale fino alla parentesi feriale. Poi, da settembre in poi, si spera che il caso Napoli entri in calendario per i lavori della commissione del Csm.
I candidati
Ma chi c’è in pole position per guidare la Torre più alta di Piazza Cenni? A fare domanda, ci sono due magistrati che già svolgono un ruolo direttivo in due Tribunali campani: parliamo di Giuseppe Ciampa (espressione di Area) e di Gabriella Casella (espressione di Unicost), rispettivamente alla guida degli uffici di Salerno e di Santa Maria Capua Vetere. Tempi lunghi, incertezza e qualche perplessità sulla definizione di un caso che poteva essere calendarizzato con largo anticipo, magari a partire dagli ultimi sei mesi di lavoro della presidente uscente Garzo. Resta una sensazione di smarrimento. Lo spiega a Il Mattino il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Carmine Foreste, che pone una domanda su tutte: «Per quale motivo non si è intervenuti in anticipo? Perché sei mesi prima dei saluti del presidente Garzo, non si è aperto il bando per bruciare i tempi? In ballo - come spiega il leader degli avvocati - una serie di scadenze, a partire dalla rata del Pnrr, ma anche la necessità di assicurare una certa uniformità di giudizio da parte dei magistrati che vanno a guidare il Tribunale. Spiega il presidente Foreste: «Non è concepibile questa lunga attesa, rispetto a un evento programmato come il pensionamento dell’ultimo presidente. A distanza di un anno siamo ancora in attesa della nomina di una guida, stiamo assistendo al susseguirsi di facenti funzioni.
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Eppure in questo momento storico, si attende la valutazione degli obiettivi del Pnrr, con scadenza del 30 giugno. Tutto ciò sollecita una discussione. Abbiamo due magistrati meritevolissimi e capaci che attendono». Poi l’affondo finale: «Sollecitiamo a gran voce la nomina del nuovo presidente, perché questa vacatio ha delle inevitabili ripercussioni anche in relazione alla mancanza di uniformità di gestione su temi e questioni già incardinate». In che senso? «Parliamo di tanti settori, a partire dai protocolli di intesa per le difese di ufficio, il gratuito patrocinio a spese dello Stato, ma anche della gestione delle udienze e degli orari di lavoro. Chiedo che il caso Napoli dia vita a un intervento straordinario per accelerare la procedura. Inoltre chiediamo una riflessione sulla modifiche delle norme in via ordinaria, all’indomani della bocciatura del progetto di riforma del Csm, che era stata sollecitata proprio per superare impasse di questo tipo».
In Procura
Intanto, cambiamenti in arrivo anche per quanto riguarda gli organici della Procura. È destinato a lasciare Napoli il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli (oggi a capo del pool reati predatori), che è stato indicato dalla commissione del Csm come procuratore a Campobasso (si attende la ratifica da parte del plenum); mentre si prevedono cambi in relazione alla gestione dell’ufficio fasce deboli, che dovrebbe passare al procuratore aggiunto Giancarlo Novelli, destinato a tornare a Napoli dopo una esperienza da aggiunto a Catanzaro. Più nello specifico, Novelli dovrebbe succedere a Raffaello Falcone (che ha avuto il merito di guidare le fasce deboli nel periodo di formazione delle norme da codice rosso) a sua volta destinato ad un ruolo di sostituto pg nell’ufficio guidato dal procuratore Aldo Policastro e dall’avvocato generale Simona Di Monte.